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Febbraio 2008

corsi fotografici Canon

corsi_canon03.jpgCanon offre la possibilità di imparare a fotografare partendo da zero e/o potenziare il proprio bagaglio di conoscenze legato al mondo creativo delle immagini.
Per questo esistono You Connect e Canon Academy.

 



corsi_canon01.jpgOrmai tutti possediamo una fotocamera digitale, ma cosa fare se non la si sa usare?
Canon mette a disposizione alcuni corsi, dai principianti agli esperti.

corsi_canon02.jpg

 

Per chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia molto utile è iscriversi a You connect - www.canon.it/learn_to_be_creative - potendo così avere a disposizione vari corsi divisi per argomento per sfruttare al meglio la macchina fotografica digitale appena acquistata o ricevuta.
Questi veloci manuali offrono un'alternativa semplice e intuitiva agli ostici manuali.

 

corsi_canon04.jpgPer chi invece di fotografia già se ne intende, sempre Canon organizza corsi e workshop dove è possibile apprendere le tecniche base e avanzate di fotografia digitale. Insegnanti dei corsi saranno Erminio Annunzi e Gianluca Colla.

 

www.canon.it/academy

 

Amate l'architettura

Amate l archiettura - mostra itinerante Roma Civitavecchia Tivoli ColferroVenerdì 29 febbraio, inaugurazione della mostra itinerante alle ore 18.00 nel porto di Civitavecchia, presso le "Antiche Pescherie", Calata P. Tommaso di Savoia 8/11, con performance di Pino Quartullo che reciterà versi tratti da "Gli scritti" di Pablo Ricasso. La mostra poi toccherà Tivoli il 14 marzo, Colleferro il 4 aprile e Roma il 15 aprile 2008

 



“Amate l’architettura, la antica, la moderna…Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso e solenne ha creato - ha inventato - con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita”.

“Amate l’Architettura” dallo storico saggio di Gio Ponti pubblicato nel 1957, a cui l’architetto ha affidato la sua poetica, in cui esalta il legame esistente tra l'amore per il proprio paese e l'attenzione ed il rispetto verso l'Architettura, nasce il titolo di un evento dedicato all'architettura contemporanea.

Promossa dall'Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia con il patrocinio della Provincia di Roma e del Ministero dei Beni Culturali attraverso la Darc, l'iniziativa è volta a sensibilizzare Amministrazioni pubbliche, committenti privati, imprese di costruzione edili, al fine di incentivare interventi urbanistici ed architettonici di qualità. La provincia si anima, offre un'occasione d'incontro tra la dimensione artistico-culturale e quella di carattere puramente tecnico ed amministrativo. Opere architettoniche realizzate e progetti in via di sviluppo si inseriscono in un tessuto sociale e culturale, per potenziare le risorse disponibili e per destare maggior interesse e rispetto  verso il legame con il territorio.

Una mostra itinerante che attraversa tre luoghi suggestivi, dove la ricchezza storica si incontra con quella artistica. Si inaugura nel porto di Civitavecchia, presso le Antiche Pescherie, luogo storico della città, che ospiteranno le opere in mostra.  A seguire Tivoli, antica città latina, che si impone nel panorama artistico internazionale per la ricchezza del suo passato, ospiterà la mostra presso il Santuario di Ercole Vincitore, edificio di particolare pregio architettonico della città. Infine la città di Colleferro, maggior polo industriale a sud di Roma, nota per le caratteristiche geografiche ed infrastrutturali del territorio. A chiudere il percorso dei 100 progetti, la serata conclusiva a Roma presso l’Acquario Romano, sede dell’Ordine degli Architetti, dove una giuria composta dal prof. Arch. Lucio Carbonara, prof. Arch. Livio Sacchi, prof. Arch. Piero Ostilio Rossi, premierà il progettista della migliore opera realizzata in provincia  e la sua committenza.

 

Venaria Design Reale

Venaria Design Reale - Concorso di designIl Comune di Venaria Reale (TO) e la CNA di Torino, in collaborazione con Altrementi, bandiscono il Premio di Design "VENARIA DESIGN REALE" per la progettazione del gadget ufficiale di Venaria Reale


Il Premio "Venaria Design Reale" nasce dalla volontà di dotare la Città di Venaria Reale di un oggetto–simbolo di design che da un lato rappresenti istituzionalmente il territorio, e che dall’altro sia un oggetto ricordo per il turista, considerando il progressivo aumento di visitatori che la città sta vivendo in seguito alla riapertura della Reggia e dei Giardini (le stime prevedono un flusso di circa 1 milione di turisti l’anno).

Dati questi presupposti, l’obiettivo del Premio è di pervenire alla concreta messa in produzione e commercializzazione del/dei progetti vincitori; i designers dovranno presentarsi abbinati ad un’azienda produttrice e stabiliranno con la stessa un accordo che prevede royalites sui pezzi venduti (garante dell’operazione sarà la CNA).

Il  vincitore della categoria Professionisti (P) e della Categoria Studenti (S) riceverà inoltre un rimborso spese di:

  • 1000 euro (P)
  • 500 euro  (S)

Il designer sarà totalmente libero nel decidere tipo, forma, materiali, dimensioni ed eventuali funzioni del gadget stesso. L’obiettivo è la realizzazione di un oggetto (non potrà essere un logo o un progetto di immagine coordinata immateriale); gli unici criteri vincolanti saranno:

  • l’economicità del progetto (deve essere pensato per una produzione seriale)
  • la rappresentatività di Venaria Reale, nei suoi aspetti storici e/o architettonici e/o ludici e/o sportivi.

I progetti vincitori parteciperanno alla mostra che si terrà al Teatro della Concordia di Venaria Reale dal 16 al 21 Giugno 2008, sede nella quale saranno ufficialmente premiati i vincitori.

La scadenza del concorso è fissata per il  12 maggio 2008. Il Premio è patrocinato dall’ADI, dalla Camera di Commercio di Torino e fa parte del Calendario di Torino 2008 World Design Capital.

Bando e maggiori informazioni disponibili su  www.fucina-altrementi.it

5 giorni alla scadenza di Accessori e Design

Altrementi Concorso Accessori e Design Mancano 5 giorni alla scadenza del concorso "Accessori e Design", organizzato da Altrementi in collaborazione con CNA per Torino World Design Capital

 



Il concorso organizzato da CNA Torino, in collaborazione con Altrementi “Fucina contemporanea di giovani creativi” chiede  di progettare uno o più accessori per la persona, come ad esempio gioielli uomo/donna,
spille e applicazioni (per borse, vestiti, scarpe, stivali, ecc.).

I designer potranno basare i loro progetti sui seguenti materiali: ottone, alpacca, legno, resina, pietra, tessuto, cuoio, vetro, ecc. Le pietre possono essere anche sintetiche. Una particolare menzione sarà destinata a chi usa materiali naturali di origine piemontese.

Bando e maggiori informazioni: www.fucina-altrementi.it

Deus ex fabrica 2 - L.U.M Francesco Meneghini

lum_01.jpgIl prossimo 1 marzo 2008, presso la Galleria Browning di Asolo, verrà inaugurata la mostra L.U.M, personale dell'artista e motion designer Francesco Meneghini.
La mostra rappresenta anche il secondo appuntamento del ciclo “Deus Ex Fabrica”, rassegna che raggruppa una serie di artisti per lo più veneti e che hanno in comune il fatto di essere passati per Fabrica, l'incubatore creativo e laboratorio di comunicazione del gruppo Benetton.



Il tema portante della mostra L.U.M è la “sorgente luminosa che diventa oggetto” e le opere esposte rappresentano perfettamente il tentativo di indagare il confine tra arte, tecnologia e natura: l'elettricità si mescola con logica e linguaggio creando oggetti insoliti e, al contempo, elementi appartenenti alla Natura entrano in contatto con codici binari programmati.

Ma abbiamo avuto modo di chiaccherare un po' con il giovane artista, che oltre a descriverci meglio la natura del suo lavoro e delle sue opere, ci ha anche spiegato il suo punto di vista in riferimento alle sconfinate potenzialità (purtroppo ancora poco sfruttate) dell'interaction design, soprattutto a livello didattico e museale.

lum_02.jpg

1) Raccontaci un po' della mostra L.U.M.: cosa c'è alla base delle tue creazioni e come è stata concepita la mostra?

Francesco Meneghini: il filo conduttore dell'intera mostra è la luce che diventa oggetto. Saranno esposte tre opere: la prima, che si troverà al piano terra, si chiama Electriseed ed è caratterizzata da quattro “bolle” di vetro soffiato (realizzate dal bravissimo maestro vetraio Massimo Lunardon) all'interno delle quali si illuminano degli anagrammi incandescenti. Il concetto di base è che ogni pezzo ha un unico DNA che ogni volta viene trasformato in una parola nuova.
Al primo piano ci sarà “Q” che consiste in una vasca di acqua che crea forme luminose tridimensionali e produce suoni in relazione alle onde create dai visitatori che andranno ad immergere le mani nel liquido. Se si muove poca acqua ci sarà un certo tipo di risposta, se si muove tanta acqua la risposta sarà diversa. Ci sono anche quattro casse con un comportamento sonoro.
Ficklampa, che invece sarà al secondo piano, è un dipinto collettivo in divenire: si può dipingere tutti insieme e lo strumento che si utilizza è la luce. I visitatori potranno lasciare dei segni di colore su uno schermo e comporre dei suoni usando qualunque tipo di sorgente luminosa, come un accendino, un cellulare o una torcia. In questo modo gli utenti che interagiranno diventeranno parte attiva di un'opera collettiva mutevole ed in continuo divenire.
Anche qui è presente l'elemento sonoro, quindi si può produrre anche musica.
La galleria è disposta su tre piani e per agevolare l'interazione e la fruizione delle opere, sono state posizionate le bolle incandescenti al piano terra, poi la vasca Q e, infine, Ficklampa e l'interazione aumenta man mano che si sale.

2) Nelle tue opere si riscontra un importante aspetto interattivo, in cui la componente umana diventa fondamentale per far vivere le opere stesse. Che reazioni hai riscontrato da parte del pubblico nelle precedenti esposizioni, soprattutto per quanto riguarda l'interazione con Q e Ficklampa?

Francesco Meneghini: ci sono reazioni tra le più disparate, in un primo momento rimangono tutti sempre molto sorpresi e colpiti. Non si spiegano come certe reazioni possano verificarsi.
C'è una sorta di effetto “magia”. Spesso le persone hanno bisogno di vedere qualcuno che interagisce e poi, di conseguenza, tutti iniziano a sperimentare l'opera. Nel caso della vasca Q i più entusiasti sono di solito i bambini, ma anche gli anziani si dimostrano sempre molto divertiti e giocano con l'acqua fino a trasformare l'esperienza interattiva in un'esperienza coivolgente e ludica. Anche con Ficklampa, dopo un primo momento di “timidezza”, si innesta una vera battaglia di luci e suoni e le persone iniziano ad interagire con l'opera utilizzando ogni tipo di sorgente luminosa.

lum_03.jpg

3) Come si può intersecare il concetto di “interaction design” con il design di prodotto e che ruolo può avere a livello concreto?

Francesco Meneghini: Può diventare interessante ad un altro livello, nel momento in cui si sviluppano dei nuovi rapporti tra utente ed oggetto. E questo può avere un aspetto più artistico (interazione più istintiva) ed anche funzionale, nel momento in cui si iniziano ad usare nuove tecnologie per oggetti comuni. In questo senso, un esempio davvero significativo è l'oggetto interattivo Yamaha TENORI-ON di Toshio Iwai: c'è un'interfaccia così semplice e user friendly da usare che consente a persone anche poco esperte di avvicinarsi alla musica.
Un altro esempio importante è l'applicazione dell'interaction design nell'ambito museale: si potrebbero organizzare le didascalie e i contenuti in forma interattiva. Così si aumenta l'elemento di coinvolgimento che può indurre a ricordare meglio e a vivere l'esperienza “museo” in maniera più ludica e divertente.
Lo scopo deve essere sempre quello di creare delle “esperienze” ed in questo senso lo strumento “interaction design” può assumere un ruolo cruciale.

4) Qualche consiglio per chi si volesse avvicinarsi alla professione di Interaction designer?

Francesco Meneghini: Ad Ivrea avevano aperto un corso interessante a questo propostito che purtroppo però è stato chiuso, probabilmente per mancanza di fondi.
E' difficile dare una ricetta: i corsi in Europa sono davvero pochi, uno tra tutti è quello del Royal College di Londra, ma non c'è ancora una cultura accademica così estesa.
Il problema è che bisogna essere abbastanza poliedrici o comunque avere la consapevolezza delle possibilità: quando si progetta qualcosa si deve sapere come si può fare, non è detto che tu lo sappia fare, ma comunque devi avere una percezione di tutti gli aspetti, anche quelli tecnici, e sapere a chi rivolgerti per farti supportare.
In realtà servono una serie di professionalità diverse perchè l'interaction designer deve saper coordinare aspetti anche molto lontani fra loro.
La mia preparazione è legata alla grafica, poi mi sono avvicinato al web. In seguito, l'esperienza a Fabrica, incubatore caratterizzato da una forte sperimentazione, mi ha permesso di esplorare una serie di altri campi. Sono venuto a contatto con professionalità, culture ed approcci diversi: persone che facevano sound design, video, piuttosto che grafica, web o comunicazione.
La possibilità di scambiare conoscenze e avere una visione a 360 gradi consente di crescere molto e di realizzare dei progetti complessi e più variegati.


Deus ex fabrica 2 / L.U.M. Francesco Meneghini
galleria browning Asolo
1 marzo - 13 aprile 2007
Orari: mercoledì - giovedì h. 15.30/19.30 sabato - domenica
h.10.00/13.00 15.30/19.30
info: mob. +39 3406295528 Maura Buosi +339 42355320
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

With the support of LIVE MORE, un progetto di OVS.

Opening:
1 marzo alle ore 18.30 e resterà aperta fino al 13 aprile 2008
Il prossimo appuntamento del ciclo “deus ex fabrica” sarà ad Ottobre
con la giovane artista Giorgia Ricci.

Deus ex fabrica 2 - L.U.M Francesco Meneghini

lum_01.jpgIl prossimo 1 marzo 2008, presso la Galleria Browning di Asolo, verrà inaugurata la mostra L.U.M, personale dell'artista e motion designer Francesco Meneghini.
La mostra rappresenta anche il secondo appuntamento del ciclo “Deus Ex Fabrica”, rassegna che raggruppa una serie di artisti per lo più veneti e che hanno in comune il fatto di essere passati per Fabrica, l'incubatore creativo e laboratorio di comunicazione del gruppo Benetton.



Il tema portante della mostra L.U.M è la “sorgente luminosa che diventa oggetto” e le opere esposte rappresentano perfettamente il tentativo di indagare il confine tra arte, tecnologia e natura: l'elettricità si mescola con logica e linguaggio creando oggetti insoliti e, al contempo, elementi appartenenti alla Natura entrano in contatto con codici binari programmati.

Ma abbiamo avuto modo di chiaccherare un po' con il giovane artista, che oltre a descriverci meglio la natura del suo lavoro e delle sue opere, ci ha anche spiegato il suo punto di vista in riferimento alle sconfinate potenzialità (purtroppo ancora poco sfruttate) dell'interaction design, soprattutto a livello didattico e museale.

lum_02.jpg

1) Raccontaci un po' della mostra L.U.M.: cosa c'è alla base delle tue creazioni e come è stata concepita la mostra?

Francesco Meneghini: il filo conduttore dell'intera mostra è la luce che diventa oggetto. Saranno esposte tre opere: la prima, che si troverà al piano terra, si chiama Electriseed ed è caratterizzata da quattro “bolle” di vetro soffiato (realizzate dal bravissimo maestro vetraio Massimo Lunardon) all'interno delle quali si illuminano degli anagrammi incandescenti. Il concetto di base è che ogni pezzo ha un unico DNA che ogni volta viene trasformato in una parola nuova.
Al primo piano ci sarà “Q” che consiste in una vasca di acqua che crea forme luminose tridimensionali e produce suoni in relazione alle onde create dai visitatori che andranno ad immergere le mani nel liquido. Se si muove poca acqua ci sarà un certo tipo di risposta, se si muove tanta acqua la risposta sarà diversa. Ci sono anche quattro casse con un comportamento sonoro.
Ficklampa, che invece sarà al secondo piano, è un dipinto collettivo in divenire: si può dipingere tutti insieme e lo strumento che si utilizza è la luce. I visitatori potranno lasciare dei segni di colore su uno schermo e comporre dei suoni usando qualunque tipo di sorgente luminosa, come un accendino, un cellulare o una torcia. In questo modo gli utenti che interagiranno diventeranno parte attiva di un'opera collettiva mutevole ed in continuo divenire.
Anche qui è presente l'elemento sonoro, quindi si può produrre anche musica.
La galleria è disposta su tre piani e per agevolare l'interazione e la fruizione delle opere, sono state posizionate le bolle incandescenti al piano terra, poi la vasca Q e, infine, Ficklampa e l'interazione aumenta man mano che si sale.

2) Nelle tue opere si riscontra un importante aspetto interattivo, in cui la componente umana diventa fondamentale per far vivere le opere stesse. Che reazioni hai riscontrato da parte del pubblico nelle precedenti esposizioni, soprattutto per quanto riguarda l'interazione con Q e Ficklampa?

Francesco Meneghini: ci sono reazioni tra le più disparate, in un primo momento rimangono tutti sempre molto sorpresi e colpiti. Non si spiegano come certe reazioni possano verificarsi.
C'è una sorta di effetto “magia”. Spesso le persone hanno bisogno di vedere qualcuno che interagisce e poi, di conseguenza, tutti iniziano a sperimentare l'opera. Nel caso della vasca Q i più entusiasti sono di solito i bambini, ma anche gli anziani si dimostrano sempre molto divertiti e giocano con l'acqua fino a trasformare l'esperienza interattiva in un'esperienza coivolgente e ludica. Anche con Ficklampa, dopo un primo momento di “timidezza”, si innesta una vera battaglia di luci e suoni e le persone iniziano ad interagire con l'opera utilizzando ogni tipo di sorgente luminosa.

lum_03.jpg

3) Come si può intersecare il concetto di “interaction design” con il design di prodotto e che ruolo può avere a livello concreto?

Francesco Meneghini: Può diventare interessante ad un altro livello, nel momento in cui si sviluppano dei nuovi rapporti tra utente ed oggetto. E questo può avere un aspetto più artistico (interazione più istintiva) ed anche funzionale, nel momento in cui si iniziano ad usare nuove tecnologie per oggetti comuni. In questo senso, un esempio davvero significativo è l'oggetto interattivo Yamaha TENORI-ON di Toshio Iwai: c'è un'interfaccia così semplice e user friendly da usare che consente a persone anche poco esperte di avvicinarsi alla musica.
Un altro esempio importante è l'applicazione dell'interaction design nell'ambito museale: si potrebbero organizzare le didascalie e i contenuti in forma interattiva. Così si aumenta l'elemento di coinvolgimento che può indurre a ricordare meglio e a vivere l'esperienza “museo” in maniera più ludica e divertente.
Lo scopo deve essere sempre quello di creare delle “esperienze” ed in questo senso lo strumento “interaction design” può assumere un ruolo cruciale.

4) Qualche consiglio per chi si volesse avvicinarsi alla professione di Interaction designer?

Francesco Meneghini: Ad Ivrea avevano aperto un corso interessante a questo propostito che purtroppo però è stato chiuso, probabilmente per mancanza di fondi.
E' difficile dare una ricetta: i corsi in Europa sono davvero pochi, uno tra tutti è quello del Royal College di Londra, ma non c'è ancora una cultura accademica così estesa.
Il problema è che bisogna essere abbastanza poliedrici o comunque avere la consapevolezza delle possibilità: quando si progetta qualcosa si deve sapere come si può fare, non è detto che tu lo sappia fare, ma comunque devi avere una percezione di tutti gli aspetti, anche quelli tecnici, e sapere a chi rivolgerti per farti supportare.
In realtà servono una serie di professionalità diverse perchè l'interaction designer deve saper coordinare aspetti anche molto lontani fra loro.
La mia preparazione è legata alla grafica, poi mi sono avvicinato al web. In seguito, l'esperienza a Fabrica, incubatore caratterizzato da una forte sperimentazione, mi ha permesso di esplorare una serie di altri campi. Sono venuto a contatto con professionalità, culture ed approcci diversi: persone che facevano sound design, video, piuttosto che grafica, web o comunicazione.
La possibilità di scambiare conoscenze e avere una visione a 360 gradi consente di crescere molto e di realizzare dei progetti complessi e più variegati.


Deus ex fabrica 2 / L.U.M. Francesco Meneghini
galleria browning Asolo
1 marzo - 13 aprile 2007
Orari: mercoledì - giovedì h. 15.30/19.30 sabato - domenica
h.10.00/13.00 15.30/19.30
info: mob. +39 3406295528 Maura Buosi +339 42355320
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

With the support of LIVE MORE, un progetto di OVS.

Opening:
1 marzo alle ore 18.30 e resterà aperta fino al 13 aprile 2008
Il prossimo appuntamento del ciclo “deus ex fabrica” sarà ad Ottobre
con la giovane artista Giorgia Ricci.

Corian Loves Missoni

corian loves missoni - nuovi materiali per il design Che succede quando un’icona globale nei materiali per design incontra una star mondiale nel colore e nello stile?  Il risultato e' uno degli eventi piu' affascinanti e suggestivi della settimana milanese del design dell’aprile 2008: "Corian(R) loves Missoni".

 



La mostra "Corian loves Missoni" proporra' un visionario progetto di interior design in cui i vari ambienti domestici (cucina, bagno, soggiorno e zona pranzo) esprimeranno la versatilita' progettuale di duPont Corian attraverso lo stile di Missoni.

Gli interni saranno essenziali e razionali e, allo stesso tempo, ricchi di colore, immaginazione e gusto, testimoniando gli straordinari livelli di creativita' nella ricerca e nella combinazione dei colori che hanno reso unico lo stile Missoni sin dagli anni 60.

 

corian loves missoni - nuovi materiali per il design

 



"Corian loves Missoni" vedra' Rosita Missoni e Luca Missoni, suo figlio, applicare la loro filosofia cromatica e i loro pattern, eleganti e decisi, a tutti gli ambienti e gli elementi di arredo, sfruttando e valorizzando le opzioni offerte dalla vasta gamma di colori di DuPont(tm) Corian(R) e da differenti tecniche per la sua decorazione e lavorazione.

La combinazione della bellezza, del calore e dell’eleganza di tessuti, arredi e accessori delle collezioni MissoniHome con la flessibilita' progettuale e la sensualita' di DuPont(tm) Corian(R) sara' un ulteriore fondamentale e distintivo ingrediente del progetto "Corian(R) loves Missoni".

Rosita Missoni e Luca Missoni offriranno inoltre un’interpretazione dei cinque nuovi colori traslucenti di Corian introdotti da DuPont nel 2008.

La mostra presentera' anche l’integrazione e l’interazione di Corian con innovative soluzioni di illuminotecnica e di acustica e con altri sistemi tecnologici.

"Corian loves Missoni" si giovera' della collaborazione tecnica e del know-how di Boffi, Margaritelli/Listone Giordano, Artemide e altre qualificate aziende.

Project manager della mostra e' l’architetto Massimo Fucci.  Consulente del business DuPont Surfaces, Massimo Fucci organizza da molti anni per DuPont eventi di design dedicati a Corian in collaborazione con architetti e designer leader in Europa.

Il brand MissoniHome - Spicca per il carattere solare e lo spirito creativo la collezione casa disegnata da Rosita Missoni, dove il senso del colore s’intreccia alla complessa abilita' manifatturiera.  Il brand MissoniHome (www.missonihome.com ) definisce ormai un panorama molto ampio di elementi multiformi e policromi.  Il ricco mosaico di tessuti e pezzi d’arredo sono espressioni di un mood attuale e moderno, il frutto maturo della collaborazione di due aziende leader, Missoni (fashion ww.missoni.com ) e T&J Vestor (tessile/furnishing casa dal 1921).
L’idea creativa e il coordinamento del design si concentrano in Rosita Missoni, che trasferisce e traduce nella concreta realta' della casa anche l’ispirazione e l’emozione che nasce dalla moda.

Corian (www.corian.it ) e' un materiale composito sviluppato da DuPont ad alte prestazioni funzionali ed estetiche, utilizzabile per realizzare superfici piane e curve per applicazioni di arredamento e design destinate ad ambienti residenziali e pubblici.  Corian è omogeneo in tutto lo spessore; e' non-poroso; non richiede finiture aggiuntive perche' nasce prefinito; viene facilmente pulito e, se necessario, ripristinato; e' dotato di grande robustezza e formabilita': puo' assumere praticamente ogni forma immaginata ed e' isponibile in 100 colori standard. 

 

 

corian loves missoni - nuovi materiali per il design

 

 

 

5 giorni alla scadenza di Accessori e Design

Altrementi Concorso Accessori e Design Mancano 5 giorni alla scadenza del concorso "Accessori e Design", organizzato da Altrementi in collaborazione con CNA per Torino World Design Capital

 



Il concorso organizzato da CNA Torino, in collaborazione con Altrementi “Fucina contemporanea di giovani creativi” chiede  di progettare uno o più accessori per la persona, come ad esempio gioielli uomo/donna,
spille e applicazioni (per borse, vestiti, scarpe, stivali, ecc.).

I designer potranno basare i loro progetti sui seguenti materiali: ottone, alpacca, legno, resina, pietra, tessuto, cuoio, vetro, ecc. Le pietre possono essere anche sintetiche. Una particolare menzione sarà destinata a chi usa materiali naturali di origine piemontese.

Bando e maggiori informazioni: www.fucina-altrementi.it

Bando Internazionale per il Parco della Lambretta a Milano

metrobosco - concorso di idee per il parco lambretta a MilanoUn concorso di idee per riqualificare l'area degli ex-stabilimenti della Lambretta a Milano, parte dell’area Metrobosco voluto dalla Provincia di Milano.

 



Il Comitato Amici del Metrobosco - Parco della Lambretta e il sito www.parcolambretta.it promuovono il concorso di idee "oggi facciamo un albero, domani facciamo un bosco". Il concorso ha per scopo l'elaborazione di proposte per il futuro Parco della Lambretta nell’ambito del progetto Metrobosco promosso dalla Provincia di Milano

“il metrobosco” rappresenta una grande idea per il benessere dell’area metropolitana milanese. E’ un progetto strategico della Provincia di Milano ideato dall’Assessorato all’Ambiente e dal laboratorio Multiplicity.lab del DiAP, Politecnico di Milano.

“il metrobosco” è la proposta per un grande anello verde e continuo che ridefinirà il rapporto tra la città e il territorio della provincia milanese, attraverso la realizzazione di nuovi boschi e parchi, il ripristino dei filari nella campagna e lungo le tangenziali, per un nuovo paesaggio agrario.

Il concorso, che scade il 30 aprile 2008, è rivolto agli studenti universitari, difatti nasce anche con lo di scopo dare la possibilità a giovani laureandi in diverse discipline (Architettura, Ingegneria Edile, Ingegneria Edile-Architettura, Ingegneria ambientale e anche Facoltà di Scienze) di affacciarsi al difficile mondo del lavoro avendo avuto la possibilità di confrontarsi con un tema difficile: la difesa degli equilibri ecologici il rispetto del protocollo di Kyoto, il riutilizzo positivo delle aree industriali dimesse e il mantenimento di un impianto industriale ancora funzionante, cercando di mettere insieme molte idee nella creazione di un parco del tutto particolare che vogliamo chiamare “Il Parco della Lambretta“.

Bando e maggiori informazioni disponibili su www.parcolambretta.it

Imago Europae

Imago Europae - Concorso Racconti, Fotografie e DesignIn occasione dell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale l'antenna Europe Direct Firenze in collaborazione con la casa editrice Nerbini promuove la prima edizione di "Imago Europae", un concorso multidisciplinare.

AGGIORNAMENTO: SCADENZA POSTICIPATA AL 6 MAGGIO 2008 

 



L’Europa sta diventando più diversa culturalmente. L’allargamento dell’Unione Europea, la deregulation delle leggi sull’occupazione e la globalizzazione hanno contribuito ad accrescere la multiculturalità in molti Paesi, con il risultato di incrementare il numero di lingue, religioni e tradizioni etniche e culturali presenti nel continente. Di conseguenza, il dialogo interculturale svolge un ruolo sempre più importante nell’incoraggiare l’identità e la cittadinanza europea. L’Anno Europeo del Dialogo Interculturale (AEDI) 2008 riconosce il fatto che la grande diversità culturale dell’Europa rappresenta un vantaggio unico, in quanto incoraggia tutti coloro che vivono in Europa ad esplorare i benefici del nostro ricco patrimonio culturale, nonché le opportunità di imparare da tradizioni culturali diverse.

L’antenna Europe Direct Firenze, centro di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, in collaborazione con il la Casa Editrice Nerbini, bandisce la prima edizione del “IMAGO EUROPAE” 2008 quest’anno dedicato al tema del dialogo interculturale.

Il concorso si articola in tre sezioni:

  1. “con le parole”: sezione racconti
  2. “con gli occhi”: sezione fotografie
  3. “con le idee”: sezione progettazione gadget

Lo scopo è quello di rispettare e promuovere la diversità culturale in Europa, migliorando la coesistenza e contribuendo a creare una cittadinanza europea attiva e aperta al mondo fondata sui valori comuni dell'UE.
Scopo del concorso quindi è focalizzare l’importanza del dialogo interculturale nell’ambito della lotta alle discriminazioni e l'esclusione sociale, della lotta contro il razzismo e la xenofobia, dell'asilo e dell'integrazione degli immigrati, dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile  e opere in concorso devono quindi ispirarsi a questa dimensione ed offrire un contributo originale sia sotto il profilo specifico dei tre settori (letterario, artistico e progettuale) che della dimensione europea del dialogo interculturale, come passaggio essenziale nel processo di integrazione europea.

Possono partecipare al concorso tutti coloro che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e siano residenti in uno degli Stati Membri dell’Unione Europea o dei paesi del bacino del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia e Turchia). Ogni partecipante potrà concorrere ad una o più sezioni del Concorso con una sola opera.

Al vincitore, per ciascuna categoria, sarà corrisposto un premio di € 500,00.
Scadenza: 6 aprile 2006 

 www.europedirectfirenze.eu

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